McLaren Senna: ampio uso della fibra di carbonio per massimizzare sicurezza e prestazioni

fibra di carbonio

In McLaren è dagli Anni ’80 che la fibra di carbonio viene utilizzata a scopo produttivo nei vari modelli di automobili costruite negli stabilimenti di Woking.

Ma l’importanza che questo materiale ha per la casa britannica è testimoniata da due fattori: il primo è l’impiego dal 2009 su ogni modello McLaren della cella di sicurezza in fibra di carbonio tipica delle auto di Formula 1; il secondo invece è l’inaugurazione a gennaio di quest’anno del McLaren Composites Technology Centre (MCTC), un polo di produzione esclusivamente dedicato allo sviluppo e alla costruzione di componenti in questo prezioso materiale.

La McLaren Senna testimonial d’eccellenza

L’investimento da parte dei vertici di Woking nella nuova sede, situata a Sheffield, è costato ben 50 milioni di sterline, con la produzione che comincerà soltanto a inizio 2019; tuttavia come testimonial d’eccellenza per l’inaugurazione è stata scelta una vettura che è stata definita come una delle migliori supercar mai realizzate al mondo.

Si tratta della McLaren Senna, che prende le mosse dallo sviluppo del modello 720S della casa britannica e che verrà prodotta in soli 500 esemplari, tutti già venduti sulla carta un prezzo base di 750.000 sterline.

L’utilizzo di questa vettura per varare il nuovo centro di ricerca è sviluppo non è stato un caso: infatti anche la Mclaren Senna ha come filosofia produttiva di base l’ampio utilizzo della fibra di carbonio, sia a livello di dettagli aerodinamici e di carrozzeria, sia come è orami di prassi nella creazione della cella di sicurezza dell’abitacolo.

Prestazioni da scaricare per intero su pista

La McLaren Senna, con le sue linee fluide e un assetto molto ribassato, nasce con una vocazione corsaiola che trova sfogo solo su pista.

Con le sue due tonnellate scarse di peso, frutto soprattutto dell’ampio uso della fibra di carbonio, la vettura si dimostra leggera e grintosa, specialmente per la potenza di 800 CV che il propulsore V8 4 litri bi-turbo è in grado di erogare in qualunque momento.

Per quanto riguarda invece la coppia massima, questa è pari a 800 Nm, mentre l’accelerazione 0-100 è di soli 2,8 secondi: una vera e propria scheggia, soprattutto se paragonata ai 6 secondi e 8 centesimi che impiega per percorrere un rettilineo del doppio della distanza.

Tutta la potenza del motore V8 spinge infine la McLaren Senna a una velocità massima pari a 335 km/h.

Un impianto frenante studiato ad hoc

Per frenare una simile bestia serve un impianto altrettanto prestazionale; per questo i 4 dischi carbo-ceramici installati su questa vettura sono stati oggetto di studi appositi, che ne hanno permesso di ridurre sia il diametro che il peso, con l’obiettivo di fermare la vettura lanciata a 200 chilometri l’ora in soli 100 metri in tutta sicurezza.

Il primo esemplare consegnato negli USA

Il primo fortunato possessore della McLaren Senna è stato il collezionista americano Michael Fux, che ha richiesto che la carrozzeria in fibra di carbonio fosse dipinta di un colore verde smeraldo trasparente, perfettamente in tinta con le tappezzerie e le pannellature degli interni.

Per realizzare gli oltre 67 componenti in fibra di carbonio e per trattarli con questa finitura speciale ci sono volute quasi 1000 ore di lavorazione, il che giustifica in parte l’esorbitante costo della supercar britannica.

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